Mercoledì 29 luglio 2026 il Kospi, l'indice della borsa di Seul, ha perso il 5,98% in una sola seduta, chiudendo a 5.663,24 punti. Non era una giornata storta qualsiasi: era il secondo giorno di un crollo storico, dopo il −10,84% del 28 luglio, con i circuit breaker scattati per due sedute consecutive — mai successo prima — e l'indice ormai circa il 40% sotto il record toccato a giugno. Eppure, anche dopo tutto questo, il Kospi restava circa il 74% sopra il livello di dodici mesi prima. Le cifre non si contraddicono: in una giornata comanda una forza, in un anno ne comanda un'altra.
Le forze che contano sono quattro. Questa guida le spiega una per una con i dati di fine luglio 2026.
Prima di tutto: un indice non è «la Borsa»
Quando si legge che «la Borsa ha perso l'1%» si cita un indice: un paniere di titoli scelti secondo regole precise, non l'intero mercato. Il FTSE MIB di Milano contiene 40 società, l'Euro Stoxx 50 ne contiene 50, l'S&P 500 circa 500. Cambiare paniere significa cambiare risposta.
Quasi tutti gli indici principali sono ponderati per capitalizzazione: il peso di ogni società dipende dal valore delle azioni scambiabili, e in un listino concentrato poche società decidono per tutte. Il 29 luglio 2026 SK hynix ha ceduto il 9,61% e Samsung Electronics il 5,23%: per il loro peso, due soli titoli hanno spiegato buona parte dei quasi sei punti persi dal Kospi. Non tutti, però: quel giorno si vendeva su tutta la linea, e il KOSDAQ — listino separato, dove né Samsung né SK hynix sono quotate — ha chiuso a −6,12%, con il Korea Exchange che ha sospeso gli scambi su entrambi i mercati. Chi aveva un fondo indicizzato su quel listino, teoricamente «diversificato», non l'ha schivato.
| Indice | Titoli | Livello (29 luglio 2026) | Var. 12 mesi |
|---|---|---|---|
| S&P 500 (Stati Uniti) | circa 500 | circa 7.400 punti | +16,2% |
| Euro Stoxx 50 (area euro) | 50 | 6.262,70 punti | +16,1% |
| FTSE MIB (Milano) | 40 | 51.443 punti | +23,6% |
| Kospi (Seul) | listino intero | 5.663,24 punti | +74,0% |
La distanza fra Milano e l'Euro Stoxx 50, a parità di valuta e di ciclo monetario, dipende dalla composizione settoriale dei panieri. E gli indici citati dai media sono quasi sempre indici di prezzo, che non contano i dividendi: da gennaio 1957 a giugno 2026 l'S&P 500 ha reso il 7,68% annuo di solo prezzo e il 10,69% annuo con i dividendi reinvestiti (6,81% al netto dell'inflazione). Tre punti di scarto che, su settant'anni, fanno la maggior parte del risultato.
Forza 1: gli utili delle aziende
Nel lungo periodo il prezzo di un'azione segue i profitti: possedere un'azione dà diritto a una quota degli utili futuri.
Al 24 luglio 2026, secondo FactSet Earnings Insight, le società dell'S&P 500 riportavano una crescita degli utili del 37,9% su base annua: il tasso più alto dal terzo trimestre 2021 (40,3%). I ricavi crescevano del 13,2%, il ritmo più alto dal secondo trimestre 2022 (13,9%), e sei settori su undici avevano utili in aumento a doppia cifra, con la sola sanità in calo.
Quel 37,9% va letto. Buona parte dipende da una sola società: Alphabet ha riportato un utile per azione di 9,11 dollari contro i 2,88 attesi, ma dentro c'era una plusvalenza da 98 miliardi di dollari. Escludendo Alphabet la crescita dell'indice scende al 25,9%: dodici punti per una singola posta straordinaria. Un utile gonfiato da cessioni o rivalutazioni non dice nulla sulla capacità di fare soldi vendendo ciò che si vende: il numero da guardare è l'utile operativo.
Forza 2: i tassi d'interesse
Sono la forza più sottovalutata dai risparmiatori. A fine luglio 2026:
| Riferimento | Livello | Data |
|---|---|---|
| Fed, intervallo obiettivo sui federal funds | 3,50%-3,75% | confermato il 29 luglio 2026 (voto 9-3, tre dissensi a favore di un rialzo) |
| BCE, tasso sui depositi | 2,25% | 23 luglio 2026 |
| Treasury USA a 10 anni | 4,63% | 29 luglio 2026 |
| Bund tedesco a 10 anni | 3,14% | 29 luglio 2026 |
| BTP italiano a 10 anni | 3,98% | 29 luglio 2026 |
Il primo canale è lo sconto. Un'azione vale la somma degli utili futuri riportati a oggi, e per riportarli a oggi si divide per un tasso: più il tasso è alto, meno valgono i profitti di domani. Cento euro di utili attesi fra dieci anni valgono 74,41 euro scontati al 3% e solo 63,59 euro scontati al 4,63%, il rendimento del decennale USA al 29 luglio 2026. Quasi il 15% in meno senza che l'azienda abbia venduto un prodotto in meno: ecco perché i titoli di crescita soffrono più degli altri.
Il secondo canale è la concorrenza. Quando le obbligazioni tornano a rendere, sottraggono capitali alle azioni. Il confronto si fa fra il rendimento di un titolo di Stato e l'inverso del rapporto prezzo/utili dell'indice. Al 24 luglio 2026 l'S&P 500 trattava a un P/E prospettico di 20,1: l'inverso è il 4,98%, contro il 4,63% del decennale americano. Uno scarto di 0,35 punti: pochissimo margine d'errore.
C'è poi un elemento tutto europeo: lo spread. Al 29 luglio 2026 il differenziale fra BTP e Bund decennali era di circa 84 punti base (3,98% contro 3,14%), e per Piazza Affari incide sul costo del credito e sui bilanci delle banche.
Forza 3: le aspettative, non i fatti
È il concetto che più spiazza chi si affaccia ai mercati: la Borsa non reagisce alla notizia, ma allo scarto fra la notizia e ciò che era già nel prezzo. Al 17 luglio 2026 l'88% delle società dell'S&P 500 che avevano già pubblicato i conti aveva battuto le stime sugli utili (media a cinque anni: 78%) e l'85% quelle sui ricavi (media: 70%). Al 24 luglio le sorprese positive sugli utili erano all'86%. Battere le attese è la norma, e di solito la spiegazione è che l'asticella si abbassa mentre il trimestre avanza: negli ultimi cinque anni le stime di utile sono state tagliate in media del 2,0% nel corso del trimestre (del 2,7% negli ultimi dieci). Nel secondo trimestre 2026, però, è successo il contrario: fra il 31 marzo e il 30 giugno gli analisti hanno alzato la stima di utile per azione del 3,4%. Le sorprese positive sono arrivate nonostante un'asticella più alta, non più bassa. Per questo «meglio del previsto» non basta: deve essere molto meglio.
Il caso di scuola è del 29 luglio 2026: SK hynix ha pubblicato il miglior trimestre della sua storia — quinto record consecutivo di utile operativo, margine al 76% — e il titolo ha perso il 9,61%, perché il consenso attendeva circa 64.000 miliardi di won di utile operativo e ne sono arrivati 60.543: il 5,4% in meno. La domanda giusta non è «la notizia è buona o cattiva?», ma «è migliore o peggiore di quanto era già scontato?».
Forza 4: il quadro macro e la liquidità
Inflazione, crescita, energia e geopolitica sono la marea che alza o abbassa quasi tutte le barche insieme. A giugno 2026 l'inflazione annua era al 2,8% nell'area euro (dal 3,2% di maggio, fondo al 2,4%) e al 3,5% negli Stati Uniti (dal 4,2%, fondo al 2,6%). Nei verbali del 16-17 giugno 2026 i membri del FOMC segnalavano rischi di rialzo ancora elevati, citando le materie prime e la domanda di infrastrutture per l'intelligenza artificiale; alcuni vedevano ragioni per alzare i tassi. Il 29 luglio, confermando l'intervallo a 3,50%-3,75%, tre membri — Beth Hammack, Neel Kashkari e Lorie Logan — hanno votato contro, preferendo un rialzo di 25 punti base. Il 23 luglio la BCE, lasciandoli invariati, ha indicato fra i fattori di attenzione i prezzi energetici legati al Medio Oriente.
La Borsa non è l'economia
Nel primo trimestre 2026 il PIL dell'area euro è cresciuto dello 0,3% annuo, dall'1,2% del quarto trimestre 2025. Eppure nei dodici mesi fino al 29 luglio 2026 l'Euro Stoxx 50 ha guadagnato il 16,1%: gli indici raccolgono multinazionali che fanno gran parte dei profitti fuori dai confini in cui il PIL viene misurato, e scontano i prossimi due o tre anni.
Quanto costa il mercato: leggere i multipli
| Indicatore | Valore | Riferimento storico |
|---|---|---|
| P/E prospettico a 12 mesi, S&P 500 (24 luglio 2026) | 20,1 | media a 5 anni 19,9 — media a 10 anni 19,0 |
| CAPE di Shiller, S&P 500 (28 luglio 2026) | 40,57 | media storica 17,40 — mediana 16,11 |
Il P/E prospettico divide il prezzo per gli utili attesi nei dodici mesi successivi: diceva che il mercato americano era caro, ma non fuori scala rispetto agli ultimi cinque anni. Il CAPE di Robert Shiller lo divide per la media decennale degli utili corretti per l'inflazione, e segnava più del doppio della media storica. Divergono perché il primo incorpora la crescita attesa, eccezionale nel 2026, e il secondo la confronta con dieci anni di storia. Nessuno dei due serve per il market timing: il CAPE è sopra la propria media storica ininterrottamente dall'estate 2009 — l'ultimo mese sotto quota 17,40 è il luglio 2009, e il minimo (13,32) risale al marzo 2009. Sono termometri, non allarmi antincendio.
Le due forze che si dimenticano: volatilità e cambio
Il VIX misura la volatilità attesa sull'S&P 500 nei trenta giorni successivi e sale quando cresce l'incertezza, per questo è chiamato «indice della paura». Il 29 luglio 2026 quotava 18,89, in un intervallo a 52 settimane fra 13,38 e 35,30. Dice quanto il mercato paghi per assicurarsi, non dove andranno i prezzi.
Poi c'è il cambio: chi da Milano compra un fondo sull'S&P 500 compra anche dollari. Al 29 luglio 2026 l'euro valeva 1,1378 dollari, quasi come dodici mesi prima (−0,44%). Ma se l'indice guadagnasse il 10% in dollari mentre l'euro si rafforza da 1,1378 a 1,2378 dollari (+8,8%), il rendimento in euro scenderebbe a circa l'1,1% — e il meccanismo vale anche al contrario. Per questo esistono le classi «a cambio coperto», che hanno un costo.
Rumore e segnale: cosa dicono trent'anni di dati
Nel breve comandano notizie, posizionamento e liquidità: rumore. Nel lungo comandano gli utili: segnale. Secondo un'analisi di Hartford Funds su dati Ned Davis Research e Morningstar aggiornata a marzo 2026, nel 1996-2025 chi fosse rimasto investito nell'S&P 500 perdendo i 10 giorni migliori avrebbe avuto un rendimento dimezzato; perdendo i 30 migliori, inferiore dell'84%. Trent'anni annullati in trenta sedute.
Il dato decisivo però è un altro: il 76% delle sedute migliori è caduto durante un mercato ribassista o nei primi due mesi di un mercato rialzista, cioè quando vendere sembra la cosa più sensata. È storia passata che non garantisce nulla sul futuro, ma spiega perché uscire «finché non si calma» costi caro con notevole regolarità.
Leggere una giornata di borsa
- Quale indice sto guardando? Quaranta titoli italiani e cinquecento americani non rispondono alla stessa domanda.
- Il movimento è largo o stretto? Un indice che perde il 2% con due titoli a picco e gli altri fermi non è un mercato che scende: è una notizia societaria.
- Che cosa era già nel prezzo, e sono cambiate le attese sui tassi? Spesso è lì la causa vera di una seduta inspiegabile.
- Cambia qualcosa nei prossimi cinque anni? Se no, quella seduta è rumore.
Cosa guardare nei mesi successivi
- Le banche centrali. Con i federal funds a 3,50%-3,75%, confermati il 29 luglio con tre dissensi formali a favore di un rialzo, e la BCE al 2,25% sui depositi ma attenta allo shock energetico, nel 2026 il rischio non era più solo quello di tagli rinviati: era quello di nuove strette.
- La spesa per l'intelligenza artificiale. Gran parte della crescita degli utili del 2026 dipendeva da pochi grandi acquirenti di infrastrutture, e i verbali della Fed collegavano quella domanda alla pressione sui prezzi.
- L'energia e la geopolitica. È il canale per cui uno shock esterno rientra nell'inflazione, quindi nei tassi, quindi nel valore attuale degli utili futuri.
Le Borse si muovono su utili, tassi, aspettative e quadro macro, con il cambio come quinto ingrediente per chi investe fuori dalla propria valuta. Distinguere il rumore di una seduta dal segnale di un decennio resta la competenza più preziosa.
Fonti: BCE, «Decisioni di politica monetaria» (23/07/2026); Federal Reserve, comunicati FOMC del 17/06/2026 e del 29/07/2026 e verbali della riunione del 16-17 giugno 2026; FactSet, «S&P 500 Earnings Season Preview: Q2 2026» per la revisione al rialzo delle stime, ed Earnings Insight (17 e 24/07/2026) per utili, ricavi, sorprese positive, P/E prospettico e dato su Alphabet; Trading Economics (29/07/2026) per i livelli degli indici e le variazioni a dodici mesi, i rendimenti decennali, il cambio euro-dollaro, l'inflazione di giugno 2026 e il PIL dell'area euro; Borsa Italiana (29/07/2026) per il FTSE MIB; Investing.com (29/07/2026) per il VIX; multpl.com su dati Shiller per il CAPE al 28/07/2026 e per la serie storica mensile; Official Data Foundation su serie Shiller per i rendimenti di lungo periodo; Hartford Funds su dati Ned Davis Research e Morningstar (marzo 2026) per i giorni migliori del 1996-2025; TradingKey (29/07/2026) per la seduta di SK hynix e Samsung e per il calo dal record di giugno; Seoul Economic Daily (29/07/2026) per la chiusura del KOSDAQ. Lo spread BTP-Bund è calcolato come differenza fra i rendimenti citati; i valori dei listini europei sono rilevazioni infragiornaliere.
Disclaimer: le informazioni di questo articolo sono a scopo puramente informativo ed educativo e non costituiscono consulenza finanziaria personalizzata. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. Si raccomanda di consultare un professionista qualificato prima di qualsiasi decisione di investimento.



