Lunedì 27 luglio 2026 Nvidia ha perso il 4,99% in Borsa, bruciando circa 250 miliardi di dollari di capitalizzazione. Non per una trimestrale deludente né per un allarme sulla domanda: per l'esatto contrario. Secondo le indiscrezioni riportate da Axios e Bloomberg, il gruppo starebbe valutando di garantire fino a 250 miliardi di dollari di debito per un enorme data center destinato a OpenAI, e in parallelo di finanziare l'acquisto di 350 miliardi di dollari di propri chip da parte della stessa OpenAI.
Detto altrimenti: l'azienda che vende le schede grafiche metterebbe la firma sul debito di chi quelle schede grafiche deve comprarle. È il meccanismo che il mercato ha imparato a chiamare «finanziamento circolare», e per la prima volta a reagire per primo non è stata la Borsa, ma il mercato del credito.
Che cosa si sta discutendo, in cifre
L'operazione riguarda un polo di data center da 500 miliardi di dollari e 10 gigawatt in Ohio, destinato a ospitare la capacità di calcolo di OpenAI. Le indiscrezioni parlano di due impegni distinti da parte di Nvidia: una garanzia sul debito fino a 250 miliardi e un finanziamento da 350 miliardi per l'acquisto di chip, per un coinvolgimento potenziale complessivo attorno ai 600 miliardi di dollari.
Vale la pena ripeterlo con chiarezza, perché è la parte che i titoli tendono a saltare: si tratta di trattative in fase iniziale, che possono non concludersi o cambiare struttura. Nessuna delle due società ha confermato i termini.

Il mercato del credito si muove per primo
La reazione più significativa non è arrivata dal listino azionario. Il credit default swap a cinque anni su Nvidia — in sostanza il prezzo dell'assicurazione contro un suo default — è salito il 27 luglio di 14 punti base in una sola seduta, a 82 punti base. È il maggior rialzo giornaliero da quando il contratto ha iniziato a essere scambiato attivamente, nel novembre 2025.
Il credito guarda a una cosa che l'azionario tende a rimandare: le passività potenziali. Una garanzia non compare come costo finché non viene escussa, ma esiste. E il confronto con quanto Nvidia dichiara oggi a bilancio è impietoso: nell'ultimo 10-Q la società indica un'esposizione massima complessiva di 3,5 miliardi di dollari su tutte le garanzie relative ai contratti di leasing. La garanzia di cui si discute per il data center dell'Ohio sarebbe, da sola, circa 71 volte quella cifra.

Perché si chiama «circolare»
Il termine non è una definizione contabile: descrive una struttura. Nvidia finanzia — o entra nel capitale di — aziende che poi diventano fra i suoi principali clienti. Il fatturato che ne deriva è reale, ma una parte della domanda che lo genera è stata messa in piedi dal venditore stesso.
«Il capitale viene sempre più usato per finanziare i clienti futuri dell'AI e la costruzione delle infrastrutture», ha osservato Gary Tan, gestore di Allspring Global Investments. Per Billy Leung, stratega di Global X Management, operazioni di questo tipo approfondiscono un vendor financing «già sotto osservazione».
Il rischio non è che i chip non vengano venduti: è che la domanda appaia più solida di quanto sia, perché sostenuta dal fornitore. Se le aspettative sull'AI dovessero ridimensionarsi, le perdite non si fermerebbero al mancato ricavo — si estenderebbero alle garanzie prestate.
Non è un caso isolato
Nel solo 2026 Nvidia ha annunciato oltre 540 miliardi di dollari di operazioni simili, senza contare gli eventuali nuovi accordi con OpenAI. Fra queste, una partnership da oltre 500 miliardi con il gruppo sudcoreano SK (proprietario di SK Hynix) per data center e acquisto di chip nella penisola coreana, commentata così dall'amministratore delegato Jensen Huang: «Questa è l'età dell'oro per la Corea. Il loro settore dei semiconduttori è in piena espansione».
Il fenomeno si legge anche sul mercato obbligazionario. Dall'inizio del 2026 un gruppo di società che comprende Amazon, Google, Nvidia, Meta, Oracle e SpaceX ha collocato 182 miliardi di dollari di obbligazioni investment grade, con un aumento del 1.300% rispetto all'anno precedente: circa il 15% di tutte le emissioni societarie di qualità negli Stati Uniti.
Che cosa dicono davvero le istituzioni
Su questo punto conviene essere precisi, perché il dibattito pubblico tende ad attribuire alle banche centrali allarmi che non hanno pronunciato.
L'avvertimento più circostanziato è arrivato dal Fondo Monetario Internazionale. A giugno 2026, intervenendo al forum annuale della BCE, Tobias Adrian, direttore del dipartimento Mercati Monetari e di Capitale del Fondo, ha segnalato un problema di disallineamento delle scadenze: i grandi fornitori di servizi cloud stanno aumentando la leva finanziaria emettendo obbligazioni a medio-lungo termine per comprare chip e costruire data center, ma la vita utile di quelle infrastrutture è molto più breve della durata del debito che le finanzia. Debiti lunghi per macchine che invecchiano in fretta. Nel World Economic Outlook il Fondo ha inoltre osservato che il fatto che le grandi società dell'AI investano l'una nell'altra assicurandosi al tempo stesso ordini futuri rende opache le strutture proprietarie e più difficili da valutare le società.
La BCE, invece, nella riunione del 23 luglio 2026 ha lasciato i tre tassi di riferimento invariati — deposito al 2,25%, operazioni di rifinanziamento principali al 2,40%, prestito marginale al 2,65% — con decisione unanime, ma la sua preoccupazione dichiarata è un'altra: l'energia. «Sebbene l'inflazione dei prezzi energetici sia diminuita a giugno, il suo aumento dall'inizio del conflitto — e il suo impatto sull'inflazione di alimentari, beni e servizi — è destinato a mantenere l'inflazione ben al di sopra dell'obiettivo fino alla prima metà del 2027», ha dichiarato la presidente Christine Lagarde. Sulla crescita: «Gli indicatori prospettici suggeriscono che la crescita economica resterà modesta nel breve termine, appesantita dallo shock energetico e dalle incertezze connesse».
Nel comunicato di politica monetaria di luglio non compare alcuna valutazione dedicata alle valutazioni degli attivi o alla concentrazione settoriale.
Il contesto macroeconomico, per quello che è
L'idea che l'inflazione sia «sotto controllo» merita qualche cautela. Nell'area euro l'indice armonizzato dei prezzi al consumo si è attestato al 2,8% annuo a giugno 2026, in calo dal 3,2% di maggio, ma con l'energia al +8,5% e i servizi al 3,2%. Negli Stati Uniti l'inflazione al consumo di giugno è indicata attorno al 3,8%, in discesa dal 4,2% di maggio, con la componente di fondo al 2,6%.
La Federal Reserve mantiene il tasso sui federal funds nell'intervallo 3,50%-3,75%, invariato dal dicembre 2025 e confermato all'unanimità (12 voti a 0) nella riunione del 17 giugno, la prima presieduta da Kevin Warsh. Il FOMC si è riunito il 28 e 29 luglio — seconda riunione di Warsh da presidente — con la decisione comunicata mercoledì 29: alla vigilia il consenso degli economisti indicava una nuova conferma dei tassi.
Cosa guardare adesso
Tre indicatori diranno se quella del 27 luglio è stata una reazione isolata o l'inizio di una revisione più profonda.
Il primo è il costo del credito di Nvidia: se i credit default swap restano sui nuovi livelli anche senza nuove indiscrezioni, significa che il mercato ha riprezzato in modo strutturale il rischio delle garanzie, non solo reagito a una notizia.
Il secondo è la conferma o la smentita dei termini da parte di Nvidia e OpenAI. Finché restano indiscrezioni, restano tali.
Il terzo è il trattamento contabile: come e quando garanzie di questa dimensione comparirebbero nei documenti societari. Una passività potenziale che non si vede a bilancio non è una passività che non esiste — è solo una che gli investitori faticano a misurare, ed è esattamente il punto sollevato dal Fondo Monetario.
Dati riferiti alle sedute del 24, 27 e 28 luglio 2026 ed elaborati da Hub Finanza su fonti pubbliche (Axios, Bloomberg, Yahoo Finance, stockanalysis.com, Fondo Monetario Internazionale, Banca Centrale Europea, Eurostat, Federal Reserve). Gli importi relativi agli accordi fra Nvidia e OpenAI derivano da indiscrezioni di stampa non confermate dalle società. I grafici Hub Finanza hanno finalità illustrative.
Disclaimer: le informazioni fornite in questo articolo sono a scopo puramente informativo e non costituiscono in alcun modo consulenza finanziaria personalizzata. Si raccomanda di consultare un professionista prima di prendere qualsiasi decisione di investimento.



