Per anni è stata l'azienda privata più discussa — e più valutata — del mondo. L'11 giugno 2026 SpaceX ha prezzato le sue azioni a 135 dollari, raccogliendo circa 75 miliardi di dollari: la più grande IPO della storia, che ha polverizzato il precedente record di Saudi Aramco (29 miliardi raccolti nel 2019). Il giorno dopo, al debutto sul Nasdaq con ticker SPCX, il titolo ha chiuso a 161 dollari (+19%), spingendo la capitalizzazione oltre i 2.000 miliardi di dollari — e ha guadagnato un ulteriore ~20% nella prima seduta piena di contrattazioni.
Ma al di là dello spettacolo dei razzi, dove nasce davvero il valore dell'azienda fondata da Elon Musk nel 2002? Il prospetto informativo (S-1), depositato a maggio 2026, ha aperto per la prima volta i conti al pubblico. E la risposta sorprende su due fronti: il motore del valore è nello spazio ma non nei lanci — e la SpaceX quotata in borsa non è più solo un'azienda spaziale.
Prima sorpresa: SpaceX oggi include anche xAI e X
Un punto che molti commenti hanno trascurato: a febbraio 2026 SpaceX ha incorporato xAI, la società di intelligenza artificiale di Musk che a sua volta comprende X (l'ex Twitter) e il chatbot Grok. La società quotata è quindi un conglomerato con tre segmenti — connettività (Starlink), operazioni spaziali (lanci e contratti NASA) e intelligenza artificiale — e i bilanci presentati nell'S-1 combinano retroattivamente le tre entità. Questo cambia radicalmente la lettura dei numeri, come vedremo.
Il vero motore: Starlink
Il cuore economico di SpaceX non sono i razzi, ma Starlink, la costellazione di satelliti per l'accesso a Internet a banda larga. I numeri del prospetto parlano chiaro:
| Dato (fonte: prospetto S-1) | Valore |
|---|---|
| Ricavi totali SpaceX 2025 | 18,7 miliardi di dollari (+33% sul 2024) |
| Ricavi Starlink 2025 | 11,4 miliardi (+50%), pari al 61% del totale |
| Utile operativo Starlink 2025 | ≈ 4,4 miliardi (EBITDA di segmento: 7,2 miliardi, margine 63%) |
| Clienti Starlink | 8,9 milioni a fine 2025; 10,3 milioni a marzo 2026, in 164 Paesi |
| Ricavi segmento spaziale (lanci) 2025 | ≈ 4,1 miliardi (+8%), con una perdita operativa di ~657 milioni |
| Ricavi segmento AI (xAI/X) 2025 | ≈ 3,2 miliardi, con una perdita operativa di ~6,4 miliardi |
| Risultato operativo di gruppo 2025 | perdita di ~2,6 miliardi |
| Risultato netto di gruppo 2025 | perdita GAAP di 4,9 miliardi |
Due dettagli meritano attenzione. Primo: il business dei lanci — 170 missioni nel 2025, circa l'85% del mercato mondiale e oltre l'80% della massa portata in orbita — è in perdita operativa. I razzi sono il vantaggio competitivo, non il centro di profitto: servono soprattutto a costruire e rifornire Starlink a costi che nessun concorrente può eguagliare. Secondo: la grande voragine nei conti non sono i razzi ma il segmento AI, che brucia circa 1 miliardo di dollari al mese tra GPU e infrastrutture. In sintesi: Starlink genera i profitti, xAI li consuma, e i lanci sono l'infrastruttura strategica che tiene in piedi il vantaggio.
Un segnale da monitorare: la crescita sta rallentando (dal +33% del 2025 al +15% tendenziale nel primo trimestre 2026) e il ricavo medio per utente Starlink è sceso da 81 a 66 dollari al mese, effetto dell'espansione in mercati a minor potere d'acquisto.
La scommessa sul futuro: Starship
Il 22 maggio 2026, con il Flight 12, SpaceX ha fatto volare per la prima volta la Starship V3: alta 124 metri, è il razzo più grande e potente mai costruito. Il volo di prova — non privo di intoppi: un motore spento al decollo sul booster e uno perso in ascesa sulla nave — ha comunque raggiunto l'obiettivo chiave, dispiegando 22 carichi utili (20 simulatori di satelliti Starlink e 2 satelliti operativi di test).
Non è solo un traguardo ingegneristico. A regime, un singolo lancio Starship è progettato per dispiegare fino a 60 satelliti Starlink di nuova generazione, ciascuno con capacità di banda molto superiore agli attuali: un moltiplicatore enorme rispetto ai Falcon 9. In altre parole, Starship serve prima di tutto a rendere Starlink ancora più dominante. Il programma costa circa 3 miliardi di dollari l'anno in ricerca e sviluppo, ha alle spalle 11 voli di test precedenti e — dettaglio che l'investitore non deve dimenticare — non ha ancora clienti paganti: i primi lanci commerciali sono attesi nella seconda metà del 2026, mentre la NASA punta su Starship per il ritorno sulla Luna con Artemis 3 (2027).
Opportunità e rischi per l'investitore
Le opportunità. Una posizione quasi monopolistica nell'Internet satellitare, un mercato in forte crescita; un vantaggio tecnologico (razzi riutilizzabili, scala produttiva dei satelliti) che nessun concorrente ha finora replicato; un portafoglio ordini da 28,4 miliardi di dollari; e l'opzionalità su scenari futuri come i data center orbitali per l'AI.
I rischi. La lista, esplicitata nello stesso prospetto, è lunga:
- Valutazione estrema: oltre 2.000 miliardi di capitalizzazione significa più di 100 volte i ricavi degli ultimi dodici mesi — un multiplo che sconta anni di crescita perfetta, per un'azienda i cui ricavi stanno già decelerando.
- Perdite ampie e strutturali: 4,9 miliardi di perdita netta nel 2025, con il segmento AI che assorbe la cassa generata da Starlink e capex per oltre 20 miliardi. Il debito supera i 29 miliardi.
- Governance accentrata: Musk controlla circa l'85% dei diritti di voto tramite azioni di classe B (10 voti ciascuna); la società si avvale delle esenzioni per "controlled company" e non prevede dividendi. Il suo pacchetto retributivo è legato a obiettivi che spaziano da capitalizzazioni fino a 7.500 miliardi a una colonia autosufficiente su Marte.
- Conflitti di interesse: il prospetto rivela centinaia di milioni di acquisti da Tesla (Cybertruck, batterie) e circa 20 miliardi di contratti di leasing di GPU con società riconducibili a un membro del consiglio.
- Scommesse non provate: Starship senza ricavi commerciali, xAI in perdita profonda, ricavi pubblicitari di X in calo.
In sintesi
Con l'IPO, SpaceX è passata dal mito alla contabilità: e i conti raccontano un'azienda il cui valore, oggi, poggia quasi interamente su Starlink — non sui lanci, che perdono denaro, né sull'AI, che ne brucia moltissimo. Per l'investitore, la domanda chiave non è "arriveranno su Marte?", ma piuttosto due: la crescita di Starlink può giustificare una delle valutazioni più alte della storia dei mercati? E i profitti della connettività basteranno a finanziare, insieme, Starship e le ambizioni nell'intelligenza artificiale? Come sempre, sono i numeri — non i sogni — a dover guidare la decisione.
Disclaimer: questo articolo ha finalità puramente informative e non costituisce consulenza finanziaria. Ogni decisione di investimento va valutata sulla base della propria situazione e, se necessario, con un professionista qualificato.
Fonti principali: prospetto S-1 di SpaceX (maggio 2026); CNBC; NPR; Bloomberg; TechCrunch; Via Satellite; Mostly Metrics; The Motley Fool; Space.com; SpaceNews.



