Fra il 20 ottobre e il 4 novembre 2026 sedici società della filiera hardware dell'intelligenza artificiale hanno pubblicato i conti: quasi tutte hanno battuto le stime o alzato la guidance. In Borsa, dal massimo di ottobre al 4 novembre, hanno perso fra il 15% e il 48%.

Nello stesso periodo l'ETF che replica l'S&P 500 ha ceduto appena l'1,6% dal suo massimo di ottobre, quello sui semiconduttori il 20,4% e Nvidia il 16,3%. Ma a cadere di più sono stati i fornitori dei fornitori: chi fa i componenti ottici che collegano i chip (Coherent −42,3%, Lumentum −44,7%), chi assembla i server per i grandi operatori del cloud (Celestica −39,1%, TTM Technologies −44,9%), chi produce l'alimentazione per i rack (Vicor −48,5%). Per sette di questi titoli il massimo dell'anno era già alle spalle, fra maggio e giugno: quella di ottobre è la seconda ondata di una discesa iniziata in estate, e dal massimo del 2026 i cali arrivano fra il 50% e il 67%. Intanto i conti mostrano ricavi in crescita fino al 136% e guidance quasi tutte più alte del trimestre appena chiuso.

Grafico a barre orizzontali: variazione dalla chiusura più alta di ottobre a quella del 4 novembre 2026 per diciassette titoli della filiera dell'AI, da Vicor −48,5% a Littelfuse −15,3%, con Nvidia −16,3%, l'ETF dei semiconduttori −20,4% e l'ETF S&P 500 −1,6%
Dal massimo di ottobre al 4 novembre: la filiera perde fino a trenta volte l'S&P 500. Per sette titoli il massimo dell'anno è di maggio-giugno, quindi il calo dal picco 2026 è ancora più ampio. Fonte: chiusure Yahoo Finance; elaborazione Hub Finanza. Grafico: Hub Finanza.

Perché la filiera dell'AI scende mentre i conti salgono?

Perché il mercato non sta dubitando della domanda di oggi, ma di chi la pagherà domani. Le cause che la stampa finanziaria — CNBC in particolare — ha indicato giorno per giorno sono di finanziamento e di tassi, non di ordini: a metà ottobre le cronache hanno parlato apertamente di timori sul finanziamento dell'AI. Il 14 ottobre un'inflazione americana di settembre al 3,7%, sopra le attese, ha riacceso il timore di un rialzo dei tassi, che il 28 ottobre la Federal Reserve ha escluso solo a maggioranza, con due voti a favore di una stretta. Il 30 ottobre, il giorno dopo i conti in cui Amazon ha confermato investimenti per circa 220 miliardi nel 2026 con il free cash flow diventato negativo, il Nasdaq Composite ha perso il 2,9%.

Il filo è lo stesso che avevamo seguito nella rassegna delle trimestrali del 29 ottobre, quando Alphabet era stata punita per gli investimenti e Microsoft premiata: gli hyperscaler spendono come non mai, ma una parte crescente di quella spesa è finanziata a debito, e la filiera che la incassa vale quanto la fiducia che quella spesa continui. È la stessa catena del valore ricostruita nella nostra guida sull'intelligenza artificiale alla prova dei fatti. I titoli più piccoli e più concentrati su pochi clienti sono stati i primi a pagare. Il grafico sotto mostra che, almeno in questa stagione, crescere di più non ha protetto dal ribasso: fra crescita dei ricavi e calo dal massimo di ottobre c'è una relazione negativa ma debole (r = −0,34 su sedici titoli), che non basta a fare una regola.

Grafico a dispersione: crescita dei ricavi e ribasso dal massimo di ottobre per sedici società; Lumentum +136,5% e −44,7%, Lattice +118% e −20,2%, Vicor +78,5% e −48,5%, Littelfuse +22,7% e −15,3%
Nessuna protezione dalla crescita: Lumentum più che raddoppia i ricavi e perde il 44,7% dal massimo di ottobre; Littelfuse cresce del 22,7% e perde il 15,3%. Correlazione r = −0,34 su 16 titoli. Fonte: comunicati societari; chiusure Yahoo Finance; elaborazione Hub Finanza. Grafico: Hub Finanza.

L'ottica: Coherent, Fabrinet e la fusione che ha cambiato Lumentum

I componenti ottici — laser, ricetrasmettitori, moduli che trasformano i segnali elettrici in luce per collegare migliaia di processori — sono il collo di bottiglia più citato dei nuovi data center. Coherent ha pubblicato mercoledì 4 novembre, a mercati chiusi, ricavi per 2.370 milioni di dollari, +49,9%, con la divisione data center e comunicazioni a 1.952 milioni (+79% sull'anno, +21% sul trimestre) e l'industriale in calo del 15%. L'utile rettificato di 2,09 dollari ha superato il consenso FactSet di 1,99 riportato da CNBC, e la guidance del trimestre in corso (2,55-2,75 miliardi) è sopra le attese; la società punta a un trimestre da 3 miliardi entro l'esercizio e a un margine lordo oltre il 45% entro il 2028. Nella seduta il titolo aveva perso il 6%, toccando il −41,5% dal 5 ottobre; dopo la chiusura recuperava circa il 7%.

Fabrinet, che produce in conto terzi i componenti ottici di molti concorrenti, ha chiuso il trimestre di settembre con ricavi per 1.474,5 milioni (+50,7%), sopra la propria forchetta, il data center a 777 milioni (+78%) e un utile rettificato record di 4,34 dollari. La guidance (1,60-1,65 miliardi) indica un'altra accelerazione, mentre il free cash flow è negativo per 137 milioni per gli investimenti in nuova capacità. Nel mese prima dei conti il titolo aveva perso il 32,1%; il 3 novembre è salito del 15,5%, il miglior giorno del gruppo.

Lumentum ha il trimestre più forte di tutti e la reazione peggiore. Lunedì 2 novembre, prima dell'apertura, ha comunicato ricavi per 1.262,6 milioni, +136,5%, un margine operativo rettificato del 42,3% e una guidance a 1.575-1.625 milioni, insieme a un secondo grande contratto per l'ottica integrata nei chip con impegni d'acquisto oltre i 5 miliardi. Nello stesso giorno ha annunciato la fusione con Marvell: 4,5 azioni Marvell per ogni azione Lumentum, tutta in titoli, per un valore d'impresa di 115 miliardi, con chiusura attesa nella prima metà del 2028. Il premio ufficiale era del 23,9% sui prezzi del 28 ottobre, ma il 29 Marvell aveva già perso il 13,2% sulle indiscrezioni di Bloomberg, e ai prezzi del 30 ottobre il premio era sceso intorno al 5%. Il 2 novembre Lumentum ha perso il 18,6% e Marvell il 12,7%. Da quel giorno il prezzo di Lumentum segue soprattutto quello di Marvell: al 4 novembre, 4,5 azioni Marvell valevano 719 dollari contro i 626,75 di un'azione Lumentum, uno scarto di circa il 15% che misura i dubbi del mercato sulla chiusura dell'operazione.

Gli assemblatori dei data center: Celestica, Flex e TTM restituiscono il rialzo

Celestica ha pubblicato lunedì 26 ottobre un trimestre fuori scala: ricavi per 5,83 miliardi (+83%) contro una guidance di 5,25-5,55, la divisione che serve gli hyperscaler raddoppiata a 4,87 miliardi, l'utile rettificato più che raddoppiato a 3,30 dollari. Per il 2027 la società indica 40 miliardi di ricavi (+90%) e 21,50 dollari di utile per azione, ma ha tagliato la stima di free cash flow 2026 a 460 milioni (da 600) per finanziare il capitale circolante della crescita, dopo aver raccolto 3,45 miliardi con un aumento di capitale ad agosto. Il titolo è salito fino al 18% dopo la chiusura e ha chiuso il 27 ottobre a +12,1%; il 4 novembre ha perso il 9% a 236,41 dollari, il 39,1% sotto il massimo del 6 ottobre e la metà del massimo di giugno.

Flex ha seguito la stessa traiettoria: il 28 ottobre ricavi a 8,49 miliardi (+24,8%), la divisione cloud ed energia a 2,5 miliardi (+54%), utile rettificato record di 1,18 dollari (+49%) e guidance annuale alzata a 34,9-35,9 miliardi di ricavi; il titolo è salito dell'11,6% nella seduta, ma il 4 novembre, dopo un −12,3%, era già sotto il prezzo della vigilia. TTM Technologies, che produce circuiti stampati per data center e difesa, è il caso estremo: il 22 ottobre ha comunicato ricavi record per 1.203,9 milioni (+60%), un rapporto fra ordini e fatturato di 2,13 e un portafoglio della difesa da 2 miliardi, ma una guidance solo in linea con il consenso e un debito a 2,8 volte l'EBITDA dopo le acquisizioni. Il titolo ha perso il 27,7% in un giorno in cui il Nasdaq Composite cedeva il 2,6%, ha recuperato l'8,4% il giorno dopo, e il 4 novembre era sotto il minimo del 22 ottobre: −67% dal massimo di giugno, il calo più ampio della filiera.

Due pannelli di barre orizzontali: a sinistra la prima seduta dopo i conti, da Fabrinet +15,5% a TTM Technologies −27,7%; a destra la variazione dalla vigilia dei conti al 4 novembre, con Celestica da +12,1% a −4,2%, Flex da +11,6% a −7,3% e Vicor da +7,1% a −16,6%
Il giorno dei conti dieci titoli su quindici salgono; al 4 novembre solo cinque sono sopra la vigilia. Coherent, che ha pubblicato il 4 novembre dopo la chiusura, è esclusa. Fonte: chiusure Yahoo Finance, incrociate con stockanalysis.com. Grafico: Hub Finanza.

I chip e le macchine per farli: AMD, KLA, Teradyne, Lattice e Rambus

AMD ha pubblicato martedì 3 novembre ricavi per 13,38 miliardi (+45%), sopra il consenso LSEG di 13,09, con il data center quasi raddoppiato a 8,55 miliardi (+97%) grazie ai primi sistemi rack Helios, già in uso presso Anthropic, Meta, Microsoft, OpenAI e Oracle. La guidance sul quarto trimestre è di circa 17 miliardi (+66%), molto sopra le attese, e il management vede ricavi 2027 in crescita di oltre l'80%. Sul conto pesano 1.097 milioni di oneri non monetari legati ai warrant concessi a OpenAI e Meta con i contratti di fornitura, e un free cash flow sceso a 554 milioni per l'aumento delle scorte a 11,5 miliardi. Il titolo è salito di oltre il 7% dopo la chiusura, ma il 4 novembre ha chiuso solo a +1,0%.

KLA, il leader delle macchine per il controllo di processo nelle fabbriche di chip, ha chiuso il trimestre di settembre con ricavi record per 4,14 miliardi (+29%) e un margine operativo rettificato del 46,1%, il più alto della sua storia; l'utile per azione, 1,22 dollari, è calcolato dopo il frazionamento 10:1 dell'11 giugno. Il dato che conta per tutto il settore è la previsione sulla spesa mondiale in macchinari per semiconduttori: intorno ai 155 miliardi nel 2026 e oltre 200 miliardi nel 2027. Il titolo è salito del 5,5% il 29 ottobre e ha perso il 5,7% il giorno dopo. Teradyne, che fa i sistemi di collaudo dei chip, ha raddoppiato quasi i ricavi (1.306 milioni, +69,8%) e portato il margine operativo rettificato al 31,6% dal 20,4%, con la robotica tornata in utile; ma la guidance indica un quarto trimestre piatto, e il 28 ottobre il titolo ha aperto a −6,5% e chiuso a −3,2%, per poi scendere del 22,5% dalla vigilia al 4 novembre.

Lattice Semiconductor ha più che raddoppiato i ricavi a 291 milioni (+118%, sopra il massimo della propria guidance), anche grazie all'acquisizione di AMI, che vale il 13% del trimestre; l'amministratore delegato ha indicato una crescita di almeno il 60% nel 2027, precisando di non vedere margini per andare oltre. Il titolo è salito dell'11% il 3 novembre ed è l'unico, con Fabrinet, a essere ben sopra la vigilia. Rambus, che vende chip di interfaccia per le memorie dei server, ha chiuso con ricavi record per 218,3 milioni (+22,3%) e una guidance sopra le attese, ma il titolo ha perso l'1,6% il 27 ottobre dopo un rialzo del 5,5% nella seduta precedente.

Grafico a barre orizzontali: crescita implicita fra il centro della guidance sui ricavi del prossimo trimestre e il trimestre appena chiuso, da AMD +27,1% e Lumentum +26,7% a Teradyne −0,5% e Littelfuse −0,9%
Tredici guidance su quindici indicano un trimestre più alto di quello appena chiuso; le due eccezioni sono piatte. Fonte: comunicati societari; calcolo Hub Finanza sul centro della forchetta. Grafico: Hub Finanza.

Reti, dischi, fibra ed energia: Arista, Seagate, Corning, Vicor e Littelfuse

Arista Networks ha avuto la crescita più alta dalla quotazione: ricavi per 3,66 miliardi (+58,5%) contro un consenso di 3,33, margine operativo rettificato del 49,1%, e in conference call una previsione per il 2027 di circa 18,5 miliardi, il 38-40% in più, mentre il consenso era intorno ai 16,4-16,75 miliardi. Gli impegni d'acquisto con i fornitori sono saliti a 11,4 miliardi per assicurarsi i componenti. Dopo la chiusura del 3 novembre il titolo è salito fino al 12%, e il 4 novembre ha chiuso a +5,1%. Seagate ha chiuso il trimestre di settembre con ricavi per 4,23 miliardi (+61%) e un margine lordo del 57,8%, 510 punti base in più in un solo trimestre: la maggior parte della capacità per i data center è già venduta con contratti pluriennali fino al 2028, alcuni fino al 2030, e i prezzi sono fissati fino al 2027. Il titolo è sceso fino all'8% dopo la chiusura del 27 ottobre, ha chiuso il giorno dopo a +4,5%, e al 4 novembre era il 41% sotto il massimo di ottobre.

Corning ha portato le vendite di fibra ottica a 2,38 miliardi (+44%), con le reti per le imprese a +84% e i prodotti per l'AI generativa più che raddoppiati, e ha firmato quattro accordi pluriennali da miliardi di dollari, fra cui con Verizon e AT&T; il titolo ha chiuso il 27 ottobre a −1,1%, dopo un minimo di giornata a −4,7%. Vicor, che progetta i convertitori di potenza per i processori AI, ha pubblicato il 20 ottobre ricavi per 197,1 milioni (+78,5%), un portafoglio ordini quasi triplicato a 406 milioni e la prima licenza dei suoi brevetti a un costruttore di sistemi AI; una parte delle royalty del trimestre è però una tantum. Il titolo è salito del 7,1% quel giorno e ha poi perso il 48,5% dal massimo di ottobre, il calo più ampio del grafico iniziale. Littelfuse, componentistica elettronica meno esposta all'AI, ha avuto ricavi record per 766,7 milioni (+22,7%) nonostante una commissione una tantum da 28,5 milioni, ed è il titolo che ha retto meglio: −15,3% dal massimo di ottobre.

Il quadro d'insieme

Società

Ricavi (Δ a/a)

Prima seduta

Dal massimo di ottobre al 4/11

Lumentum

1.262,6 Mln$ (+136,5%)

−18,6%

−44,7%

Lattice

291 Mln$ (+118%)

+11,0%

−20,2%

Celestica

5,83 Mld$ (+83%)

+12,1%

−39,1%

Vicor

197,1 Mln$ (+78,5%)

+7,1%

−48,5%

Teradyne

1.306 Mln$ (+69,8%)

−3,2%

−44,1%

Seagate

4,23 Mld$ (+61%)

+4,5%

−41,1%

TTM Technologies

1.203,9 Mln$ (+60%)

−27,7%

−44,9%

Arista Networks

3,66 Mld$ (+58,5%)

+5,1%

−17,7%

Fabrinet

1.474,5 Mln$ (+50,7%)

+15,5%

−31,4%

Coherent

2.370 Mln$ (+49,9%)

≈ +7% (after-hours)

−42,3%

AMD

13,38 Mld$ (+45%)

+1,0%

−24,7%

KLA

4,14 Mld$ (+29%)

+5,5%

−27,6%

Flex

8,49 Mld$ (+24,8%)

+11,6%

−36,4%

Littelfuse

766,7 Mln$ (+22,7%)

+1,1%

−15,3%

Rambus

218,3 Mln$ (+22,3%)

−1,6%

−27,3%

Corning

5,08 Mld$ core (+19%)

−1,1%

−29,7%

Messa in fila, la filiera racconta una divaricazione che raramente si vede così netta: i numeri migliorano a ogni riga, i prezzi peggiorano a ogni settimana. Non è un paradosso, ma una diversa scelta di orizzonte. I conti misurano quello che gli hyperscaler hanno già ordinato; i prezzi cercano di capire quanto a lungo potranno continuare a ordinare, con quale debito e a quali tassi. Il mercato ha pagato il giorno dei conti e ha restituito il rialzo nelle settimane successive, segno che il problema non sta in nessuna delle sedici trimestrali. È un'interpretazione, non una previsione: sedici società in quindici giorni non dicono se la seconda ondata di ribasso sia finita.

Per chi vuole ripassare perché un titolo può crollare proprio sui risultati migliori, e come si legge una guidance, la nostra guida su come leggere una trimestrale spiega il meccanismo con esempi presi dall'archivio.

Che cosa guardare nei prossimi mesi

  • Giovedì 5 novembre — Coherent. La prima seduta piena dopo i conti dirà se il recupero serale regge.

  • Le guidance sugli investimenti 2027 degli hyperscaler. Amazon ha già detto che spenderà «significativamente di più»: le cifre esatte arriveranno con i conti del quarto trimestre, fra fine gennaio e febbraio 2027, e sono il dato da cui dipende la filiera.

  • La spesa in macchinari per chip. La previsione di KLA, oltre 200 miliardi nel 2027, sarà messa alla prova dai piani di investimento dei produttori di chip per il prossimo anno.

  • Marvell e Lumentum. Assemblee degli azionisti e autorizzazioni antitrust: lo scarto fra il prezzo di Lumentum e il valore delle 4,5 azioni Marvell misurerà, giorno per giorno, la fiducia nella chiusura entro la prima metà del 2028.

Fonti

Comunicati sui risultati e relativi depositi alla SEC (8-K con exhibit 99.1, 10-Q) di AMD, Arista Networks, KLA, Teradyne, Lattice Semiconductor, Rambus, Seagate, Corning, Vicor, Coherent, Fabrinet, Lumentum, Celestica, Flex, TTM Technologies e Littelfuse; comunicato congiunto Marvell-Lumentum del 2 novembre 2026; prospetto dell'offerta di azioni Celestica (agosto 2026); trascrizioni delle conference call; CNBC per i consensus LSEG e FactSet, le contrattazioni dopo la chiusura e la cronologia del ribasso. Prezzi di chiusura: Yahoo Finance, incrociati con stockanalysis.com; variazioni e correlazione calcolate da Hub Finanza. Dati al 4 novembre 2026.

Disclaimer: questo articolo ha finalità puramente informative e non costituisce consulenza finanziaria. Ogni decisione di investimento va valutata sulla base della propria situazione e, se necessario, con un professionista qualificato.