Giovedì 3 settembre 2026 Moonshot AI ha depositato in via riservata la domanda di quotazione a Hong Kong per raccogliere 3 miliardi di dollari. Il giorno dopo si è saputo che Yunxi Technology ha fatto lo stesso. Entrambe si presentano come intelligenza artificiale cinese: valgono 50 miliardi e 1,27.

È la distanza che conta più delle due notizie. Un investitore che leggesse soltanto i titoli vedrebbe due «mega IPO dell'AI» sulla stessa piazza nella stessa settimana. Sta guardando una società di software di marketing fondata dieci anni fa e un laboratorio di modelli linguistici fondato tre anni fa, che il mercato privato prezza trentanove volte di più. E le sta guardando in un mercato che ha raccolto cifre record mentre il suo indice principale non si è mosso di un punto.

Rendering astratto di circuiti digitali con bagliori rossi e arancioni
Veduta astratta di circuiti digitali futuristici con effetti luminosi rossi e bianchi. — Pachon in Motion, Pexels, via Pexels

Due domande di quotazione, ventiquattro ore di distanza

Moonshot AI ha depositato il fascicolo in via riservata giovedì 3 settembre 2026, puntando a raccogliere 3 miliardi di dollari: lo ha riferito Reuters citando tre persone a conoscenza dei piani, dopo che la testata cinese LatePost aveva rivelato per prima il deposito. Il giorno successivo Bloomberg ha scritto che la cifra potrebbe salire fino a 5 miliardi. Nessuna delle due è confermata dalla società, e le due testate non dicono la stessa cosa: è la ragione per cui, nei grafici di questo articolo, la raccolta di Moonshot compare come un intervallo e non come un numero.

All'operazione lavorano Goldman Sachs, China International Capital Corporation e Deutsche Bank (Reuters); Bloomberg aggiunge Bank of America come coordinatore generale. Prima di depositare, Moonshot ha smontato la propria struttura societaria offshore per riportare la sede legale in Cina — un passaggio tecnico che vale la pena notare, perché è il contrario di quello che facevano le società cinesi che si quotavano a New York nel decennio scorso.

Yunxi Technology ha presentato anch'essa una domanda riservata alla Borsa di Hong Kong, come riportato dal South China Morning Post il 4 settembre 2026 citando fonti vicine all'operazione. Lavora con Bocom International e punta a raccogliere «diverse centinaia di milioni di dollari», con l'obiettivo di quotarsi entro la fine del 2026. Le fonti non danno una cifra più precisa, e qui non ne viene scritta una: un intervallo inventato sarebbe più leggibile e meno vero.

Perché «piccolo gigante» e «campione dell'AI» non sono la stessa azienda

Yunxi Technology è nata nel 2016 a Guangzhou. Il ministero cinese dell'Industria e dell'Informatica le ha assegnato l'etichetta di «piccolo gigante», che designa le piccole e medie imprese considerate strategiche per l'autonomia tecnologica del paese. Il suo mestiere, stando alla descrizione riportata dal South China Morning Post, è fornire prodotti e strumenti di crescita digitale end-to-end a grandi clienti dei settori beni di consumo, distribuzione, immobiliare e automotive. È software gestionale e di marketing con componenti di intelligenza artificiale, venduto a imprese. Fra i soci ci sono Yunfeng Capital, il veicolo di Jack Ma, e HSG Capital. L'ultimo round privato l'ha valutata 10 miliardi di yuan, pari a 1,27 miliardi di dollari.

Moonshot AI è nata nel 2023 ed è uno dei laboratori che addestrano modelli linguistici di frontiera. Il suo modello Kimi K3, uscito a luglio 2026 con i pesi aperti, è quello che ha cambiato la traiettoria della società: secondo il South China Morning Post, un mese prima del deposito Moonshot valeva circa 30 miliardi di dollari, e il round in corso la porta fino a 50. Reuters riferisce inoltre che la società sta trattando con Microsoft, Amazon e Google accordi di condivisione dei ricavi che permetterebbero ai tre operatori cloud americani di ospitare il modello.

Sono due aziende che non competono fra loro, non vendono allo stesso cliente, non hanno la stessa struttura di costi e non corrono lo stesso rischio. L'unica cosa che condividono è la piazza di quotazione e un'etichetta.

Due grafici a barre: a sinistra la valutazione privata di Yunxi (1,27 miliardi di dollari) contro quella di Moonshot (50 miliardi), con una freccia che misura un divario di 39 volte; a destra la raccolta delle IPO di Zhipu (558 milioni), MiniMax (619 milioni), Yunxi (banda tratteggiata, non quantificata) e Moonshot (da 3.000 a 5.000 milioni)
La stessa etichetta copre due operazioni di ordine di grandezza diverso. — Elaborazione Hub Finanza su South China Morning Post, Reuters e Bloomberg

Il divario di trentanove volte fra le due valutazioni private è la misura di quanto quell'etichetta sia diventata poco informativa. Non significa che Yunxi sia una società peggiore: significa che chiamarle entrambe «IPO dell'intelligenza artificiale» non aiuta a decidere nulla. Chi volesse capire come si arriva a prezzare un laboratorio di modelli decine di miliardi prima di conoscerne i conti trova il ragionamento disteso nella nostra analisi su Anthropic verso l'IPO: duemila miliardi valgono 42 volte i ricavi di oggi e 10 volte quelli del 2028, dove lo stesso problema si presenta con un ordine di grandezza ancora superiore.

Il mercato che le accoglie: 328 miliardi in sette mesi

Il contesto in cui le due domande arrivano non è un dettaglio di colore. Nei primi sette mesi del 2026 la Borsa di Hong Kong ha raccolto 328,2 miliardi di dollari di Hong Kong con le nuove quotazioni, pari a 41,8 miliardi di dollari americani: il 154% in più dello stesso periodo del 2025, secondo i dati ufficiali di HKEX. Nel solo primo semestre la raccolta è stata di 209,9 miliardi di dollari di Hong Kong su 85 quotazioni, contro 109,3 miliardi su 42 quotazioni un anno prima — il 92% in più di fondi e il 102% in più di operazioni, nel calcolo di KPMG China. È il miglior primo semestre degli ultimi cinque anni, e ha portato Hong Kong al secondo posto fra le borse mondiali per capitali raccolti, dietro al solo Nasdaq, che nello stesso periodo ha ospitato l'IPO da 86,3 miliardi di dollari di SpaceX.

Grafico a barre della raccolta delle IPO alla Borsa di Hong Kong: 109,3 miliardi di dollari di Hong Kong nel primo semestre 2025 su 42 quotazioni, 209,9 nel primo semestre 2026 su 85 quotazioni, 328,2 nei primi sette mesi del 2026 e una stima d'anno di 350
Sette mesi del 2026 valgono tre volte l'intero primo semestre del 2025. — Elaborazione Hub Finanza su KPMG China, HKEX e PwC

La composizione dice più del totale. Il 58% dei fondi del semestre viene da 24 doppie quotazioni A+H, cioè società già quotate in Cina continentale che aggiungono una linea a Hong Kong, e il 14% da 13 quotazioni di tecnologia specialista ammesse con il Capitolo 18C del regolamento — un canale nato per le società tecnologiche senza ricavi consolidati, che nei tre anni precedenti aveva prodotto in tutto otto operazioni. Insieme, questi due canali valgono più del 70% della raccolta. La coda è lunga: a metà anno risultavano oltre 500 candidati attivi alla quotazione, di cui 443 con domanda pubblica e 145 tecnologici.

Il denaro è tornato sulla Borsa di Hong Kong, o solo su alcuni nomi?

Qui la narrazione del «boom» va messa alla prova. Se il capitale fosse davvero rientrato sul mercato di Hong Kong, lo si vedrebbe nell'indice. Non lo si vede. L'indice Hang Seng ha chiuso il 29 dicembre 2025 a 25.635,23 punti e il 4 settembre 2026 a 25.650,87: quindici punti di differenza in otto mesi. L'indice Hang Seng Tech, che raccoglie le tecnologiche quotate in città, è passato nello stesso periodo da 5.515 a 4.569,8 punti, perdendo circa il 17%.

Le due società di intelligenza artificiale quotate a gennaio hanno fatto tutt'altro percorso. Zhipu, che si presenta al mercato come Z.AI, ha debuttato l'8 gennaio 2026 raccogliendo 558 milioni di dollari; il 4 settembre 2026 il titolo valeva 1.075,00 dollari di Hong Kong, otto volte la prima chiusura e 9,25 volte il prezzo di collocamento. MiniMax, che ha raccolto 619 milioni ed è partecipata da Alibaba e dal fondo sovrano di Abu Dhabi, ha debuttato il giorno successivo.

Grafico a linee in scala logaritmica, base 100 al 9 gennaio 2026: Zhipu sale fino a oltre 1.500 e chiude a 678, MiniMax scende fino a 56 in giugno e risale a 105, l'indice Hang Seng resta piatto a 98
Il boom delle quotazioni non è un rialzo del mercato: è una concentrazione su pochi nomi. — Elaborazione Hub Finanza su Yahoo Finance

La risposta alla domanda, quindi, è la seconda: il denaro non è tornato sul mercato di Hong Kong, è andato su pochi nomi nuovi. È una distinzione che cambia il significato dell'intera stagione delle quotazioni. Un mercato che sale trascina anche le società mediocri; un mercato fermo in cui salgono due titoli su ottantacinque nuovi ingressi sta selezionando, e selezionando in modo molto stretto. Il meccanismo per cui i flussi contano quanto e più dei fondamentali è quello descritto nella nostra guida su Cosa muove le borse: guida per capire (davvero) i mercati azionari.

Chi ottiene le azioni, e chi le compra il giorno dopo

Il paragrafo che nella prima stesura di questo articolo era il più generico è in realtà il più concreto, e vale la pena riportarlo con i numeri che gli mancavano. Secondo Bloomberg, le nuove quotazioni di Hong Kong hanno registrato nel 2026 un guadagno medio di quasi il 30% nel primo giorno di scambi. Con rendimenti simili la domanda è feroce, e gli emittenti hanno smesso di distribuire le azioni secondo l'ordine tradizionale: si riservano quote per investitori strategici, partner commerciali e altri alleati vicini — ciò che a Hong Kong si chiama informalmente «amici e famiglia» — lasciando alcuni fondi tradizionali senza allocazione. Ottenere quote nelle offerte più richieste, scrive Bloomberg, è diventato quasi un affare su invito.

Va aggiunto un elemento che il quadro «su invito» da solo non restituisce: dall'agosto 2025 le regole di HKEX pongono un tetto del 50-55% alle allocazioni riservate agli investitori cornerstone, a seconda del meccanismo scelto, e mantengono per loro un vincolo di sei mesi. Non è quindi un mercato senza regole di distribuzione: è un mercato in cui, dentro quelle regole, l'emittente ha ripreso in mano la scelta di chi entra.

La conseguenza pratica per chi legge da fuori è la sola che conti davvero. Se non si ottiene l'allocazione al prezzo di collocamento, si compra sul mercato secondario, quasi sempre dopo che il rialzo del primo giorno è già avvenuto. Sono due operazioni diverse, con due rendimenti diversi.

Grafico a barre raggruppate: per Zhipu, 1,13 volte il prezzo di collocamento alla prima chiusura e 9,25 volte il 4 settembre 2026; per MiniMax, 2,09 volte alla prima chiusura e 2,19 volte il 4 settembre 2026
Chi non ottiene l'allocazione compra alla prima chiusura, e sta facendo un'altra operazione. — Elaborazione Hub Finanza su Yahoo Finance e Bloomberg

Zhipu è stata collocata a 116,20 dollari di Hong Kong e ha chiuso la prima seduta a 131,50, appena il 13,2% sopra: chi ha comprato sul mercato il giorno del debutto ha pagato poco più del prezzo di collocamento, e da lì il titolo si è moltiplicato per otto. MiniMax ha fatto l'opposto. Collocata a 165,00 dollari di Hong Kong con una domanda al dettaglio pari a 1.830 volte le azioni disponibili, ha chiuso il primo giorno a 345,00, il 109,1% sopra il collocamento — e da quel punto, in otto mesi, ha guadagnato il 4,8%. Nel mezzo era scesa fino a 193,10 dollari di Hong Kong il 20 luglio 2026, quasi la metà della prima chiusura.

Il titolo che ha fatto il debutto più clamoroso è quello che ha reso meno a chi è entrato dopo. È esattamente la dinamica che avevamo esaminato per un'altra stagione di grandi collocamenti in Le mega IPO alla prova dei numeri: SpaceX, il lock-up e la lezione di Meta, dove il primo giorno e il primo anno raccontano due storie opposte.

Che cosa può andare storto

Il rischio principale non è quello che di solito si elenca per primo. Non è la volatilità generica dei mercati, ed è poco utile scrivere che le valutazioni «potrebbero essere elevate»: sono elevate, ed è un dato non un timore. I rischi concreti di queste due operazioni sono altri quattro.

  • La valutazione di Moonshot non è ancora chiusa. I 50 miliardi sono il traguardo di un round in corso, non un prezzo pagato e regolato. Un mese prima il riferimento era 30 miliardi: una valutazione che si muove del 67% in quattro settimane è un numero fragile su cui costruire il prezzo di un'IPO.
  • Nessuna delle due ha pubblicato i conti. Il deposito riservato serve proprio a non pubblicarli finché l'operazione non è avviata. Sui ricavi di Moonshot circolano cifre che le agenzie non hanno confermato, e per questo non compaiono in questo articolo. Finché il prospetto non è pubblico, la valutazione non ha un denominatore verificabile — e il modo di leggere quel denominatore, quando arriverà, è quello descritto nella nostra guida su come leggere una trimestrale.
  • La liquidità dopo il debutto. Se una parte rilevante del flottante è allocata a investitori strategici con vincoli temporali, gli scambi iniziali avvengono su una quota ridotta di azioni. Il prezzo che se ne ricava è vero ma sottile, e alla scadenza dei vincoli di sei mesi la quantità di azioni che possono arrivare sul mercato cambia di colpo.
  • La concentrazione è reversibile. Un mercato in cui l'indice è fermo e due titoli fanno tutto il rendimento è un mercato in cui il flusso si può spostare in fretta. MiniMax lo ha già mostrato: dal massimo di 1.238,00 dollari di Hong Kong del 18 marzo 2026 ai 193,10 del 20 luglio ha perso l'84%, senza che nulla di paragonabile accadesse all'indice.

C'è poi la questione di fondo, che riguarda l'intero settore e non queste due società: quanto a lungo il mercato è disposto a pagare in anticipo una crescita che deve ancora manifestarsi nei bilanci. È il tema che abbiamo affrontato in Intelligenza artificiale: perché il 2026 è l'anno della prova dei fatti per il settore tech.

Che cosa guardare, e quando

Tre appuntamenti, con date esplicite. Il primo è la chiusura del round di Moonshot: la società lo aveva avviato in agosto e la conferma della valutazione finale — 50 miliardi, o meno — è il primo dato duro che arriverà. Il secondo è la pubblicazione dei prospetti: entrambe le società hanno depositato in via riservata, quindi il fascicolo diventerà pubblico soltanto quando l'operazione sarà avviata, presumibilmente nell'ultimo trimestre del 2026, ed è quello il momento in cui ricavi, perdite e struttura del capitale smetteranno di essere indiscrezioni. Il terzo è l'8 luglio 2027, quando scadranno i vincoli di sei mesi sulle allocazioni cornerstone di Zhipu e MiniMax: è la data in cui si vedrà quanta parte del rialzo regge senza la scarsità di azioni che l'ha accompagnato.

Per Hong Kong il conto d'anno è quasi fatto: KPMG e PwC stimano una raccolta di 350 miliardi di dollari di Hong Kong per il 2026, e a fine luglio ne erano già stati raccolti 328,2. Il numero verrà superato. Resta da capire se il 2027 assomiglierà al 2026 o al 2025, e la risposta non la darà il numero delle quotazioni: la darà l'indice, che finora non si è mosso.

Fonti

Deposito riservato di Moonshot AI, obiettivo di raccolta di 3 miliardi di dollari, valutazione di 50 miliardi nel round in corso, banche incaricate (Goldman Sachs, CICC, Deutsche Bank), smontaggio della struttura offshore e trattative con Microsoft, Amazon e Google da Reuters, 3 settembre 2026, su tre persone a conoscenza dei piani, ripresa da RTÉ e Business Standard; il deposito è stato rivelato per primo da LatePost. Tetto di 5 miliardi di dollari e Bank of America come coordinatore generale da Bloomberg, 4 settembre 2026. Valutazione di circa 30 miliardi prima del round in corso e uscita di Kimi K3 a luglio 2026 dal South China Morning Post. Domanda riservata di Yunxi Technology, valutazione di 10 miliardi di yuan pari a 1,27 miliardi di dollari, anno di fondazione, etichetta di «piccolo gigante» del ministero dell'Industria e dell'Informatica, descrizione dell'attività, soci Yunfeng Capital e HSG Capital, incarico a Bocom International e obiettivo di «diverse centinaia di milioni di dollari» dal South China Morning Post, 4 settembre 2026. Raccolta delle IPO di Hong Kong nei primi sette mesi del 2026 (328,2 miliardi di dollari di Hong Kong, +154%) da HKEX, ripresa da China Daily Hong Kong; dati del primo semestre 2026 e del primo semestre 2025, numero di quotazioni, composizione A+H e Capitolo 18C, posizione fra le borse mondiali, IPO di SpaceX da 86,3 miliardi di dollari e coda dei candidati da KPMG China, rassegna del primo semestre 2026; stima d'anno di 350 miliardi da KPMG e PwC. Guadagno medio del primo giorno di quasi il 30% nel 2026, prassi di allocazione «su invito» e riserve per investitori strategici e partner commerciali da Bloomberg, 3 settembre 2026; tetto del 50-55% alle allocazioni cornerstone e vincolo di sei mesi dalle regole HKEX in vigore da agosto 2025. Raccolta e prezzi di collocamento di Zhipu (558 milioni di dollari, 116,20 dollari di Hong Kong) e MiniMax (619 milioni, 165,00 dollari di Hong Kong) e domanda al dettaglio pari a 1.830 volte da Bloomberg, 7 e 8 gennaio 2026, e dal South China Morning Post. Quotazioni giornaliere di Zhipu (2513.HK), MiniMax (0100.HK) e dell'indice Hang Seng da Yahoo Finance, serie non rettificata: dal debutto non sono intervenuti frazionamenti su nessuno dei due titoli. Livelli dell'indice Hang Seng Tech di fine 2025 e del 4 settembre 2026 da Hang Seng Indexes e Yahoo Finance. Calcoli su multipli, variazioni percentuali, rapporti fra valutazioni e ribasamenti a base 100 sono elaborazioni della redazione sui dati citati. Il run rate di Moonshot AI che circola su alcuni aggregatori non compare in questo articolo perché non è confermato dalle agenzie di stampa.

Nota di trasparenza: questo articolo cita Anthropic e OpenAI come termine di paragone tecnico per i modelli di Moonshot AI, e Anthropic sviluppa il modello di intelligenza artificiale usato dalla redazione di Hub Finanza nella produzione dei testi. Tutti i dati riportati provengono da fonti esterne e indipendenti — agenzie di stampa, testate finanziarie, società di revisione e fornitori di dati di mercato — e sono stati verificati e ricalcolati dalla redazione secondo la procedura ordinaria applicata a qualsiasi altro articolo.

Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza finanziaria, ricerca in materia di investimenti, sollecitazione al pubblico risparmio né raccomandazione personalizzata di acquisto o vendita. Le valutazioni espresse sono opinioni della redazione basate su dati pubblici alla data di pubblicazione e possono cambiare senza preavviso. Il valore degli investimenti può diminuire oltre che aumentare e i rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. Prima di qualsiasi decisione di investimento è opportuno rivolgersi a un consulente finanziario abilitato e valutare la coerenza dell'operazione con i propri obiettivi, orizzonte temporale e tolleranza al rischio.